| |
Il comprensorio
Il comprensorio è l'ente pubblico intermedio tra la Provincia
Autonoma di Trento ed i comuni.
Istituzione dei comprensori del Trentino
La
Provincia Autonoma di Trento, con legge provinciale 2 marzo 1964,
n. 2, elabora il piano urbanistico provinciale (PUP), dando grande
rilievo al rapporto tra pianificazione urbanistica e programmazione
economica e prevedendo all’art. 20 l'istituzione dei "comprensori"
quali enti a carattere consorziale che formano, adottano ed eseguono
i piani comprensoriali. Essi, inoltre, si danno uno statuto che deve
indicare:
a) i comuni compresi nel comprensorio;
b) la denominazione assunta dal comprensorio stesso;
c) la sede.
La successiva legge provinciale 12 settembre 1967, n. 7 “Approvazione del
PUP”, all’art. 3 ripartisce il territorio della provincia in dieci
comprensori: il primo è il C1 valli dell’Avisio comprendente tutti
i comuni della valle di Fassa e della valle di Fiemme. Gli altri comprensori
della provincia di Trento sono: C2
- C3 - C4 - C5 - C6 - C7 - C8
- C9 - C10 .
Il comprensorio della val di Fassa
Il
dibattito, a volte piuttosto acceso, tra le comunità di Fiemme
e di Fassa in ordine al definitivo assetto territoriale del nuovo
ente inizia nei primi anni '70. L’Union di Ladins de Fascia
sostiene con determinazione la creazione di un Comprensorio ladino
distinto da quello di Fiemme e ciò sulla base di evidenti ragioni
storico-culturali e socio-economiche. Attorno a questo progetto il
movimento ladino ottiene man mano il sostanziale consenso di tutti
i comuni fassani. Per la Giunta Provinciale, però, per essere
veramente efficiente e per non rischiare un inutile frazionamento
di competenze, ogni comprensorio dovrebbe raggruppare una popolazione
di almeno 20 mila abitanti. Dopo la protesta di quasi tutti i consigli
comunali di Fassa che chiedono provocatoriamente di passare alla Provincia
Autonoma di Bolzano per ottenere la stessa tutela di cui godevano
i cugini ladini di Badia e Gardena, con la legge provinciale del 16
agosto 1977, n. 16 ("Approvazione di varianti al PUP”),
all’art. 3 viene finalmente prevista la costituzione del "Comprensorio
di Fassa", contraddistinto dalla sigla C11 e che include i territori
dei comuni di Campitello di Fassa, Canazei, Mazzin, Moena, Pozza di
Fassa, Soraga e Vigo di Fassa.
L'organizzazione del comprensorio
Il comprensorio è un ente di diritto pubblico. A esso vengono
applicate tutte le norme di legge relative alle comunità montane.
Il comprensorio esercita le funzioni di programmazione dell’assetto
urbanistico e dello sviluppo economico. Esercita le funzioni ad esso
attribuite o delegate con leggi della provincia, o che gli fossero
comunque affidate dai comuni o dai consorzi di bacino imbrifero montano
in conformità alle leggi in vigore. "Può altresì
assumere ogni altra iniziativa ed attività diretta a favorire
la crescita civile ed economico-sociale delle popolazioni, a rafforzarne
l’unità, il senso di appartenenza e la partecipazione,
concorrendo alla propria individuazione come comunità avente
interessi ed obiettivi propri, nel quadro della più vasta
comunità
provinciale." (Decreto del Presidente della Giunta Provinciale,
9 novembre 1981, n. 20-60/legisl.
Lo statuto
del Comprensorio Ladino di Fassa
Con Decreto del Presidente della Giunta Provinciale del 4 ottobre 1978, n. 2137
viene approvato lo statuto del Comprensorio Ladino di Fassa.
L'art. 2 fissa la denominazione ufficiale "Comprensorio Ladino
di Fassa", unico degli undici del piano urbanistico provinciale
a contenere una specificazione etnica.
L'art. 3 esplicita le finalità dell'ente il quale - oltre
a quelle comuni agli altri comprensori - persegue
lo sviluppo e l'attuazione della civiltà ladina, di
cui
è espressione, sia tutelando la tradizione, gli usi ed i
costumi locali, sia nella ricerca di attuare e migliorare i dettati
costituzionali e le disposizioni legislative a favore del gruppo
linguistico ladino. |
|
 |
Regione e province
Gli altri comprensori del Trentino
|
|
|
|