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Comune di Mazzin
alt. 1.372 m.
superficie: kmq 23,69 |
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Uffici |
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| Anagrafe |
da lunedì a venerdì |
08.00 - 12.00 |
| Ragioneria |
da lunedì a venerdì |
09.00 - 12.00 |
| Tributi |
da lunedì a venerdì |
08.00 - 12.00 |
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La Giunta |
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| ASSESSORE |
COMPETENZE |
| Fausto Castelnuovo |
Sindaco, rbanistica, lavori pubblici, bilancio |
| Vittorio Depaoli |
Vicesindaco, agricoltura, boschi, malghe e pascoli |
| Rinaldo Bernard |
sanità, immobili, manutenzione ordinaria |
| Carlo Deluca |
commercio, artigianato, sport, vigili del fuoco |
| Elisa Tommasello |
cultura e istruzione |
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Il paese
È
il più piccolo comune della Valle, con i suoi 455 abitanti
sparsi nelle tre località di Mazzin, Campestrin e Fontanazzo,
che si incontrano una dopo l'altra risalendo la vallata, ad un'altitudine
media di 1.372 m./s.l.m. Dal paese la vista spazia, a nord est,
dall'imponente mole dolomitica del Sass Pordoi (Gruppo di Sella),
a sud, al pilastro calcareo di Cima Dodici.
Il nome del paese è di origine incerta e controversa; sembra
tuttavia derivi da "Mazung", parola germanica che significa
l'attività molitoria. Vestigia di antichi mulini ad acqua
sono tuttora visibili lungo il rio Udai, rio che, prima di sfociare
in Avisio faceva muovere, ancora agli inizi del secolo scorso, anche
numerose segherie. La parrocchiale di S. Maria Maddalena, dichiarata
nel 1802 espositura della Decanale di Fassa, risale all'incirca
al 1500.
Bellissime
sono le escursioni che si possono intraprendere da Mazzin: la Valle
di Antermoia che conduce al Gruppo del Catinaccio di Antermoia,
è una valle interamente scavata nella dolomia ladinica. Al
bordo inferiore della conca è ospitato un piccolo laghetto
(lago di Antermoia, m. 2.497) legato a vecchie leggende ladine.
La Valle di Udai, profonda e incassata nel tratto superiore, segna
il limite tra i tufi vulcanici e le dolomie.
Frazioni del Comune di Mazzin sono Campestrin, (Ciampestrin, dall'aggettivo
latino "campester" = campestre) e Fontanazzo, Fontanac,
dal ladino "fontana", per indicare terreno con acque sorgive;
è uno dei toponimi più antichi della Valle di Fassa,
già citato in un documento del 1142, e indicato come "Vundenates".
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