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Comune di Moena
alt. 1.184 m.
superficie: kmq 82,70 |
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Uffici |
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| Anagrafe |
da lunedì a venerdì
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08.30 - 12.00 |
lunedì e mercoledì |
14.00 - 15.00 |
Segreteria |
da lunedì a venerdì
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09.00 - 12.30 |
lunedì e mercoledì |
14.00 - 15.00 |
Ragioneria |
da lunedì a venerdì
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09.00 - 12.00 |
lunedì e mercoledì |
14.00 - 15.00 |
Tributi |
da lunedì a venerdì
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09.00 - 12.30 |
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Tecnico Urbanistico |
da lunedì a venerdì
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09.00 - 12.30 |
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Commercio e Turismo |
da lunedì a venerdì
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09.00 - 12.30 |
lunedì e mercoledì |
14.00 - 15.00 |
Polizia Amministrativa |
da lunedì a venerdì
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09.00 - 12.00 |
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15.00 - 18.00 |
| Biblioteca |
da martedì a venerdì
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10.00 - 12.00
15.00 - 19.00 |
lunedì |
15.00 - 19.00 |
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La Giunta |
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| ASSESSORE |
COMPETENZE |
| Riccardo Franceschetti |
Sindaco, urbanistica, personale, bilancio e turismo |
| Giancarlo Ramus |
lavori pubblici, ambiente, fonti energetiche |
| Ilaria Chiocchetti |
cultura, affari sociali, pari opportunità, politiche
giovanili |
| Alberto Kostner |
Vicesindaco, agricoltura, patrimonio boschivo, bilancio e
turismo |
| Luca Rigoni |
commercio, sanità, politiche per la salute, viabilità,
trasporti, arredo urbano |
Il paese
Anticamente
chiamata Mojena, dal termine latino "mollis" che sta a
significare "terreno umido o palude" è, in senso
ascendente, il primo paese del Comprensorio Ladino di Fassa, e sebbene
appartenga linguisticamente all'area ladina, fa parte contemporaneamente,
fin dal Secolo XII, anche della Magnifica Comunità di Fiemme.
Posto a 1.184 m./s.l.m., con i suoi 2.607 abitanti che lo rendono
il paese più popoloso della Valle, sorge nel punto dove sboccano
in Avisio il Rio Costalunga ed il Rio di S. Pellegrino. Uno dei
più vecchi edifici del paese è probabilmente la chiesetta
di S. Volfango (1025 ca.), patrono dei boscaioli. Pregevole è
il soffitto in legno sostenuto da otto fregi con figure umane; interessanti
sono gli affreschi, tardoquattrocenteschi, e le tele. S. Volfango
fu la prima curazia di Moena fino al 1164, quando venne consacrata
dal Principe Vescovo di Trento Adalpreto II la parrocchiale di S.
Vigilio, attuale patrono del paese. Al suo interno si possono ammirare
numerose opere del pittore moenese Valentino Rovisi (1715-1783),
allievo del Tiepolo a Venezia. Da visitare, all'imbocco della valle
del Rio Costalunga, è poi la chiesetta dedicata alla Vergine
Addolorata detta anche "La Madonnina" (1713).
Sorte m. 1.256/s.l.m. (dal latino "sortis", cioè
terreno viciniale, sorteggiato), dista da Moena circa 1 Km. La sua
piccola chiesa, con la cuspide a cipolla, è dedicata al patrono
S. Giuseppe. All'intemo si possono osservare affreschi attribuiti
al Rovisi.
Someda
m. 1.265/s.l.m.: è la frazione più antica di Moena
e dista da essa circa 1 Km. Il nome deriva da un composto fassano
"so" o "sot" (che significa "sotto"
o "a valle") e dal nome di montagna "Meda".
Sorge in una posizione magnifica con la vista sul Latemar e il Gruppo
del Catinaccio. La chiesa, edificata intorno all'anno 1530, è
dedicata ai Santi Fabiano, Sebastiano e Rocco i quali sono effigiati
nella pala dell'altare, attribuita al pittore moenese Rovisi.
Forno m. 1.168/s.l.m., dal latino "Furnus" (forno, fornace,
dove si fondono i metalli). L'abitato si incontra risalendo da Predazzo;
è la frazione più a sud di Moena distante circa 4
Km. e vi si parla il dialetto di Fiemme. La chiesa è dedicata
a S. Lazzaro. A Forno ebbe i natali, nel 1788, il famoso botanico
Francesco Facchini che morì a Vigo di Fassa nel 1852. Dalla
frazione di Forno si può accedere alle località, caratteristiche,
di Medil (1.636 m./s.l.m.) e Penìa (1.468 m ./s.l.m.). Tipici
rioni di Moena, e caratteristici, sono quelli di "Ciajeole"
(il nucleo originario del paese), di "Pezzé" e
di "Turchia" (che deve il suo nome non tanto all'omonimo
Paese del Medio Oriente, quanto piuttosto ai torchi che un tempo
vi erano concentrati per esercitarvi attività artigianali)
.
Foto fassanews.com |
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