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Comune di Pozza di Fassa

alt. 1.325 m.
superficie: kmq 73,12

 

Indirizzo Piaza de Comun 1
Telefono Centralino 0462 764758
A.S.U.C. 0462 762863
Polizia Municipale 0462 764734
Fax 0462 763578
Email c.pozzafassa@comuni.infotn.it
Abitanti 2.011 (31.12.2008)
Uffici Da lunedì a venerdì 8.30 - 12.00
   

La Giunta

 
   
ASSESSORE COMPETENZE
Tullio Dellagiacoma Sindaco, edilizia, urbanistica, pianificazione
Lorenzo Pezzei Vicesindaco, patrimonio
Renata Mattevi Bertacco istruzione, cultura, sociale, pari opportunità
Giulio Florian arredo urbano, lavori pubblici, artigianato
Fausto Lorenz turismo, sport, volontariato
   

Il paese

Dal latino "puteus" = pozzo, conta circa 1.821 abitanti ed è posto al centro della Valle nel punto della sua maggior ampiezza, ad un'altitudine di 1.325 m./s.l.m. Vi fiorisce l'artigianato del mobile, del legno, ed è sede del Comprensorio Ladino di Fassa e dell'Istituto d'Arte "Giuseppe Soraperra".
A sud est la vista può spaziare entro il solco boscoso della Valle S. Nicolò, carrozzabile fino in località Saùch e Tieje, dove si trovano ancora numerosi "baic" e "tieje" che, in passato, servivano per il deposito del fieno e per dimora stagionale degli abitanti che si recavano in quota per falciare i prati e pascolare le mucche. In vista a nord è il gruppo intero del Sassolungo, mentre ad ovest (ma specialmente da Meida) svettano i campanili del Larsech.

Interessante da vedere è l'edificio La Torn, ora abitazione civile, di struttura quadrangolare e munita di feritoie. Rappresenta l'unico esempio di antica fortificazione presente in Valle (XVI sec.). Una costruzione analoga esistente a Vigo di Fassa, chiamata "Cort de Fascia", è stata demolita nel 1935.

A Sud est di Pozza vi è una sorgente di acqua solforosa, sfruttata già nel 1500 per le malattie cutanee.
Importante frazione di Pozza è Pera (dal latino "petra" = pietra) toponimo che probabilmente deve la sua origine da un grosso masso erratico visibile a ridosso dell'albergo Rizzi. Un tempo sede comunale a sé stante, dista circa 1 Km. dal centro, sempre lungo la Statale 48 delle Dolomiti.
La Chiesa di S. Lorenzo, datata 1600, conserva all'intemo un prezioso altare che riprende le caratteristiche del "Fluegelaltar" (preziosi trittici composti da altorilievi ben ordinati) ed è opera del maestro Giorgio de la Pozza di Campitello, artista locale.

Altra frazione è Meida, dove con un moderno impianto si può raggiungere il monte Bufaure, da cui si possono ammirare il Catinaccio, i versanti sud-est del Sassolungo e il Latemar.
Infine le frazioni di Ronch e Moncion sono da visitare perché conservano ancora numerose case vecchie, fienili pittoreschi e le fontane con la copertura di legno.

Foto fassanews.com

 
 

 

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